flora e fauna
Progetto Life LETSGO Giglio

Life LETSGO Giglio

Conservazione degli habitat naturali all'Isola del Giglio
Testi a cura del Parco Nazionale Arcipelago Nazionale

Il Progetto LETSGO GIGLIO è un progetto con un obiettivo molto ambizioso: quello di migliorare la qualità e il carattere naturale dell’ecosistema presente sull’Isola del Giglio, tutelando gli habitat ed alcune specie che li vivono, in linea con quanto previsto dalla Direttiva del Consiglio del 21 maggio 1992 (Direttiva 92/43/CEE) Conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche detta Direttiva “Habitat”.

Nell’isola sono presenti molti habitat e specie di interesse comunitario e la maggior parte di esse sono minacciate dalla diffusione delle specie aliene invasive (dette anche “IAS”, acronimo dell’inglese Invasive Alien Species).

Le attività si estenderanno nell’arco di quasi 4 anni, dal 2019 al 2023.

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Specie Aliene​

Cosa sono e perché sono dannose

Una specie aliena è una specie introdotta dall’uomo (accidentalmente o intenzionalmente) in un luogo al di fuori della sua area di origine. Spesso queste specie vengono trasportate addirittura in un altro continente.

Essendo fuori dal loro habitat naturale, molte di queste specie non riescono a riprodursi con successo e scompaiono. Alcune di esse però riescono a insediarsi con successo nella nuova area, diventando specie aliene invasive. Esse costituiscono un grave pericolo per la biodiversità, perché alterano e distruggono gli equilibri ecologici e possono portare all’estinzione di specie animali o vegetali presenti naturalmente in quella zona.

La diffusione delle specie esotiche invasive rappresenta la seconda causa di diminuzione della diversità biologica a livello mondiale, dopo la distruzione degli habitat.

Le invasioni di specie aliene sono il risultato di un insieme molto complesso di processi, molti dei quali hanno motivazioni economiche: ne sono esempio l’uso di specie esotiche in attività produttive o commerciali, l’espansione del commercio di beni e servizi e l’aumento della mobilità delle persone.

Mufloni nella macchia mediterranea

Flora

Carpobrotus (fico di mare): si tratta di un genere di piante che vengono piantate per la loro bella fioritura e la capacità di compattare la sabbia. Queste piante però sono tra le specie esotiche invasive maggiormente diffuse e pericolose in ambito Mediterraneo per l’integrità degli habitat costieri sia sulla roccia sia sulla sabbia. Si tratta di piante che producono moltissimi semi che vanno a sostituire in breve tempo le piante spontanee dell’area.

Link Wikipedia

Fauna

Il Muflone (Ovis aries): questo animale è stato introdotto sull’isola tra gli anni ‘60 – ‘70 utilizzando capi provenienti dalla Sardegna a scopi venatori. Esso colpisce l’habitat del bosco di lecci, riducendo la ricrescita del leccio e di altre specie arbustive in modo considerevole, limitando drasticamente la crescita di alberi e arbusti.

Trachemys scripta: è una specie di tartaruga originaria del Nord America, considerata una delle più pericolose specie esotiche invasive presenti in Europa. Le sue caratteristiche la rendono un predatore di girini e larve di insetti acquatici e quindi rappresenta una reale minaccia soprattutto per il Discoglossus sardusolto. Questa tartaruga è molto diffusa nelle case, si acquista per i bambini alle fiere quando pare un piccolo animaletto verde e innocuo… Ma quando cresce diventa marrone, meno gradevole all’aspetto e vorace, nonché molto resistente. Succede spesso che le persone se ne disfino abbandonandola in fossi e corsi d’acqua. Questo comportamento provoca danni incalcolabili l’ecosistema.

Il coniglio selvatico (Oryctolagus cunicolo): è presente sull’Isola del Giglio da diversi decenni. È inserito nella lista delle 100 specie aliene più dannose al mondo. Il coniglio selvatico vive in gruppo e costruisce delle tane per ripararsi dai predatori ed è prevalentemente notturno. È un animale erbivoro e molto vorace, per questo motivo spazza via velocemente molte specie prative e altri animali che competono per la stessa risorsa. Inoltre, avendo l’abitudine di scavare cunicoli, rende il terreno, non più trattenuto dalle radici delle piante, molto più cedevole.

Mappa del Giglio

Cartina dell'Isola del Giglio con sentieri trekking e punti d'interesse....

Walking Festival

Appuntamento agli amanti del trekking naturalistico in primavera e autunno...

Specie Target

La specie target, ovvero la specie oggetto di protezione, è stata scelta in base agli allegati II e IV della Direttiva Habitat (92/43/CEE) ed è il discoglosso sardo (Discoglossus sardus). Si tratta di un anfibio di medie dimensioni che vive prevalentemente in stagni e acquitrini fino a 1200 m s.l.m. e costituisce la specie target beneficiaria.

Gli interventi del progetto tesi al miglioramento degli habitat del discoglosso sardo produrranno benefici in modo indiretto anche su altre specie che popolano gli stessi habitat; sono le specie di vertebrati e invertebrati che usano quegli habitat per vivere, come rifugio, per nutrirsi, per riposarsi durante le migrazioni, per riprodursi. Tra questi animali troviamo:

  • Sylvia undata. Magnanina comune. Si tratta di un uccello insettivoro prossimo alla minaccia di estinzione a causa della continua sottrazione di habitat lungo le coste.
  • Lanius collurio. Averla piccola. Si tratta di un uccello che si riconosce molto bene grazie alla sua “maschera da bandito” presente sulla testa. Vive in ambienti prativi e campi coltivati e si nutre di insetti e persino di altri uccelli appena usciti dal nido. La popolazione italiana è classificata come “vulnerabile” dalla IUCN a causa della trasformazione dell’habitat.
  • Caprimulgus europaeus. Succiacapre. Pur non essendo ancora minacciato per la IUCN, questa specie è elencata in Allegato I della Direttiva Uccelli (79/409/CEE). Si tratta di un uccello di medie dimensioni dalle abitudini notturne che si nutre prevalentemente di insetti. Il nome “succiacapre” deriva da una antica credenza secondo la quale questo animale si nutre del sangue delle capre e degli altri animali da pascolo. In realtà il succiacapre spesso si trova vicino a questi animali per la presenza di insetti ad essi associati.
  • Ficedula hypoleuca. Balia nera. È un piccolo uccello che si nutre di insetti e predilige ambienti boscosi. Il maschio, nel suo abito estivo, presenta la parte superiore del corpo completamente nera, comprese le ali sulle quali ha una piccola banda bianca come la parte inferiore del corpo. Si tratta di un uccello facile da riconoscere ma a causa degli habitat dove vive è difficile avvistarlo.
  • Ficedula albicollis. Balia dal collare. A differenza della balia nera, questo piccolo uccello presenta un collare bianco che spezza il colore nero della parte superiore del corpo. Anch’essa è elencata in Allegato I della Direttiva Uccelli (79/409/CEE) e si tratta di una specie abbastanza rara, seppur distribuita in modo omogeneo in Italia.
  • Phylloscopus spp. (Varie specie). Questo genere di uccelli viene anche denominato “luì” per il loro classico verso.
  • Euleptes europaea. Tarantolino. È un geco di piccole dimensioni, il più piccolo d’Europa. Vive in aree rocciose, sui muretti a secco e nei casolari abbandonati. Esce prevalentemente di notte per cacciare larve e insetti adulti e piccoli molluschi. Questa specie è elencata in appendice II della Convenzione di Berna e in appendice II, IV della direttiva Habitat (92/43/CEE). Protetta da leggi regionali in Liguria e Toscana

Per quanto riguarda il mondo vegetale:

  • Brassica procumbens. Cavolo prostrato. Specie a distribuzione nord-africana e sud-europea, presente in Europa in sole due località (Corsica e Isola del Giglio).
  • Gagea granatelli var. obtusiflora. Pianta dal fiore giallo chiamata comunemente “cipollaccio giallo di Granatelli”. Si tratta di una pianta erbacea perenne con bulbi sotterranei distribuita in varie regioni d’Italia.
  • Quercus ilex Leccio e Quercus rotundifolia. Sono due grandi quercie, rispettivamente leccio ed elce, che costituiscono boschi sempreverdi tipici di ambienti mediterranei.

Link Wikipedia

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Interventi

Molto spesso le specie aliene invasive, provenendo da zone lontane, non hanno predatori o minacce nell’area geografica in cui si insediano. Eliminarle diventa quindi molto difficile, dobbiamo intervenire attivamente e spesso l’unica soluzione è l’eradicazione o il contenimento.

Nel sito dell’Isola del Giglio si ha la necessità di eradicare o contenere degli animali invasivi che hanno un forte impatto su alcuni degli habitat più importanti. Gli interventi previsti dal progetto saranno:

 

  • Controllo del Carpobrotus: si concentrerà in un paio di aree a sud, a Capel Rosso, a in un’altra sulla costa nord dell’Isola. Gli interventi seguiranno le linee definite in un progetto esecutivo, con l’utilizzo di tecniche di rimozione manuale e di pacciamatura, che escludono trattamenti chimici.
  • Eradicazione del muflone: eliminare l’impatto di questa specie negli habitat e nell’intero ecosistema dell’isola e prevenire un aumento dell’impatto stesso dovuto a il graduale aumento della popolazione. Il nucleo è costituito da qualche decina di esemplari alcuni dei quali saranno catturati, contrassegnati con radiocollari e successivamente rilasciati per facilitare l’individuazione degli altri animali; l’attività è complessa soprattutto alla fine quando si tratterà di individuare e prelevare gli ultimi esemplari rimasti.
  • Controllo del coniglio selvatico: l’obiettivo è quello di ridurre l’impatto del coniglio in ambienti aperti, compresi alcuni habitat utilizzati dalle specie di uccelli migratori e nidificanti. I proprietari e gli affittuari dei terreni agricoli saranno coinvolti e addestrati a catturare gli animali con trappole e sviluppare un programma per la successiva gestione dei conigli selvatici su tutta l’Isola del Giglio.
  • Ripristino delle foreste artificiali di pino d’Aleppo: successivamente alla definizione del progetto esecutivo, con l’individuazione delle aree e il tipo di intervento, saranno avviati attività di diradamento su circa 4 ettari di foreste e a pino di Aleppo e a pino domestico, per accelerare il processo di evoluzione naturale e la crescita spontanea dell’arbusto e leccio. Negli anni successivi, si prevede la seminazione/piantagione di specie autoctone (leccio e altre specie).
  • Eradicazione di Trachemys scripta: l’attività comporta la rimozione manuale di tutti gli individui recuperati e la scrupolosa ricerca di altri individui eventualmente presenti nel Fosso della Monaca, adiacente al piccolo stagno oggetto di intervento.
  • Realizzazione dei 4 stagni artificiali: durante le ricognizioni preliminari verranno individuate le aree idonee per l’intervento che verrà realizzato con materiali recuperati in loco. La creazione di questi piccoli invasi (presumibilmente tra il 10 e di 20 mq) sarà in adiacenza a corsi d’acqua in modo che il rifornimento di acqua sia garantito in modo naturale.

Più informazioni troverete sul sito web del progetto: www.lifegogiglio.eu

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